GLI SPUNTINI IN UNA DIETA : PERCHE’, QUANDO E COME FARLI

Per la buona riuscita di una dieta, sia essa finalizzata alla perdita di peso (ipocalorica)  o all’acquisto (ipercalorica), fare lo spuntino tra un pasto e l’altro è molto importante.

Per dimagrire, in particolare, è sbagliato credere sia necessario mangiare il meno possibile e solo durante i pasti principali (colazione, pranzo e cena, o addirittura solo colazione e pranzo o solo pranzo e cena) senza mai “spezzare l’appetito”; questo comportamento non procura altro che senso di debolezza, fame inaspettata ed eccessiva a pranzo e a cena, frustrazione e nervosismo.

La funzione degli spuntini, non a caso indicati quali “spezzafame”, è quella di aiutare a regolarizzare l’assunzione di cibo : un periodo di digiuno troppo lungo porta, infatti, una volta a tavola, a non riuscire a autocontrollarsi ed a mangiare più del necessario; inoltre, il non ridurre la dieta ai soli tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) aiuta a mantenere attivo il metabolismo.

Uno “spezzafame” andrebbe consumato dopo almeno due ore dal pasto precedente e due ore prima del pasto successivo (ipotizzando dunque la colazione alle 8:00, il pranzo alle 13:00 e la cena alle 20:00, gli orari congrui per gli spuntini potrebbero essere le 10:30/11:00 e le 16:30/17:30.

Ma, attenzione : gli spuntini devono essere giustificati, bilanciati e controllati dal punto di vista delle calorie, adatti, in altre parole,  al personale fabbisogno calorico giornaliero. Più precisamente, gli spezzafame di metà mattina e di metà pomeriggio dovrebbe coprire dal 5% al 10% del fabbisogno calorico giornaliero (un soggetto che necessita giornalmente, per esempio, di 2000 calorie/dì, dovrebbe apportare, attraverso ciascun spuntino, dalle 100 alle 200 calorie).

Che si tratti di un tipo di dieta piuttosto che di un altro, per gli spuntini andrebbero preferiti cibi sani, semplici e facili da digerire:

- yogurt naturale o alla frutta, scremato parzialmente o totalmente, o un bicchiere di latte (da scegliere qualora a colazione non sono stati consumati latticini ma magari si è preferito del the o della spremuta di agrumi);

- un frutto, da consumare, se la specie lo consente, con la buccia per aumentare l’apporto giornaliero di fibre utili a regolare il transito intestinale;

- una piccola porzione di formaggio magro o leggero, tipo grana padano o parmigiano, contente nutrienti provenienti dal latte, come proteine ad alto valore biologico, calcio e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio;

- della verdura cruda, ricca in fibre, sali minerali, vitamine e antiossidanti;

- della frutta secca, tipo mandorle e  noci, da assumere in modeste quantità per l’alto contenuto calorico e da preferire per il notevole contenuto in ferro, calcio e magnesio, vitamina E e acidi grassi essenziali;

- crackers o pane integrale con marmellata di frutta o affettati magri;

- dolci fatti in casa (limitatamente ai giorni festivi).

Lo spezzafame adeguato, sia  dal punto di vista qualitativo che quantitavo, varierà ovviamente a seconda delle  condizioni fisio-patologiche e delle esigenze di ciascuno.

Dott.ssa Stella Di Sessa

Biologo Nutrizionista

Questa voce è stata pubblicata in Articoli. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.